Quattro chiacchiere con Lia Cavo, Special Art Expò del Sunny People Preview

Durante il Sunny People Preview 2026, ci sarà spazio per un momento di confronto e approfondimento con Lia Cavo, scultrice contemporanea che lavora sulla materia come elemento vivo, in continua trasformazione. Abbiamo raccolto alcune riflessioni sul suo modo di intendere la scultura, il processo creativo e il rapporto con la materia.
Da dove parte davvero una scultura per te?
“Una scultura parte dalla materia stessa, che per me è primaria e viva: dal suo aspetto tattile, dalle temperature superficiali, dai colori e dalle percezioni sensoriali che evoca fin dal primo contatto. È un dialogo intimo tra il quasi intangibile contenitore — lo spazio potenziale che la materia racchiude — e gli elementi fisici che lo compongono, come creta umida che si scalda sotto le dita o il gesso alabastrino che si solidifica tra le mani. Questo incontro iniziale genera un flusso creativo, dove la mano dell’artista non impone ma ascolta, lasciando che la materia riveli la sua forma intrinseca attraverso texture, venature e peso, in un processo che precede bozze o schizzi.”
Quanto lasci spazio a quello che succede mentre lavori?
“Lascio molto spazio all’imprevisto, perché è durante il processo che emergono linee, tagli e compenetrazioni tra i pezzi, come se respirassero e si scambiassero informazioni tra loro. Non imposto tutto a priori: la materia guida il movimento e la profondità, trasformando sorprese in essenza dell’opera e dove l’ambiente circostante interviene.”
C’è qualcosa che torna sempre nei tuoi lavori?
“Sì, volti bendati e bocche spalancate ricorrono con coerenza, popolando un universo di tensione tra silenzio e grido, contenitore e contenuto. È un filo conduttore che lega le mie sculture, evocando scambi vitali in cui il non-detto — quel silenzio carico di tensione — genera una potenza espressiva profonda e universale.”
Quando capisci che una cosa sta prendendo la direzione giusta?
“Capisco che l’opera va nella direzione giusta quando la materia trasmette pienamente movimento, profondità e uno scambio quasi ‘informatico’ tra gli elementi, con compenetrazioni che vibrano di vita. È un equilibrio sensoriale che senti con le mani e gli occhi, come nei miei lavori dove pezzi si fondono in un respiro condiviso.”
Cosa ti fa dire “ok, mi fermo qui”?
“Nella scultura, dire ‘ok, mi fermo qui’ significa riconoscere il momento decisivo in cui l’opera ha raggiunto la sua forma compiuta, interrompendo il processo creativo per contemplarla. Per me, tuttavia, un’opera d’arte potrebbe proseguire all’infinito in una metamorfosi continua, specialmente le mie opere di land art come i ‘cocoon’, che continuano a vivere avvolte e trasformate dalla natura circostante.”
Un dialogo aperto tra arte e pubblico
La presenza di Lia Cavo al Sunny People Preview porterà dentro il festival una dimensione più profonda, legata alla ricerca artistica e al rapporto diretto con la materia.
Un momento arricchirà l’esperienza complessiva dell’evento, confermando ancora una volta come il Sunny People Fest sia uno spazio dove musica, arte e persone si incontrano davvero.
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